
Mentre Bob Dylan è ospite nel mio apparato uditivo mi dico che è il momento giusto per bloggare un pò, quindi eccomi.
E' da domenica che non vi scrivo, ma essendo oggi martedì non è che sia così grave...anche perchè il lunedì non è stato particolarmente degno di nota, ma in realtà neanche oggi lo è così tanto.
Sono quelle tipiche giornate invernali in cui hai poco tempo per fare qualcosa di diverso dalla monotonia che il tempo te lo ruba: sono quelle giornate in cui non hai attimi per parlare con te stessa, per chiederti come stai, dove vai...vai, e basta. Vai perchè il grigio dei doveri riempie la tua giornata in modo così prepotente da non lasciarti il tempo di fermarti per assaporare il bello delle cose.
Ma c'è comunque, anche in quelle giornate in cui sembra non ci sia, in cui sembra che sia tutto e solo dovere o stanchezza: il bello c'è sempre,solo che talvolta la vita non ci lascia il tempo di coglierlo; per esempio ho definito la giornata di ieri come non degna di nota e in realtà non c'è nulla di sconvolgente: nessun cataclisma, non mi sono sposata, non ho ucciso nessuno...beh, no, nulla di che,però al rientro da scuola mi sono seduta attorno alla tavola apparecchiata come ogni giorno: stesse disposizioni, stessi piatti, stessa marca di acqua e stesse posate col manico giallo; ma ecco che dalla normalità si ergeva la straordinarietà delle piccole cose: ho trovato un fiorellino rosso accanto al mio bicchiere: l'aveva messo lì NeverSister, o meglio, mia sorella! Lei è una bambinina di 8 anni, da ogni dove le zampilla felicità e dolcezza, pienezza e spensieratezza...che meraviglia! che gioia vedere come il senso della vita sia posseduto da chi neanche ne parla.




Adesso, nevergirl...duci...come al solito, ti mando con un copia incolla..una mia poesia dedicata all'autunno...spero ti piaccia..tu sei superlativa come al solito, la melanconica allegria del vivere in te esplode lava da un ghiacciaio....:-) un bacio immenso. Ziu Max
RispondiEliminap.s. è nella tua mail.......:-)
L'autunno in te
RispondiEliminaL'autunno bussa sul tuo seno
e tu spalanchi gli occhi
al suo cielo malato.
Corteccia si spacca
di quel tuo cuore(noce,
l'onda è in risacca
e dell'onda feroce
reca l'intima piega.
La bocca adultera
declama una menzogna,
la mia innocenza annaspa
e chi la nega l'annega!
Ma l'autunno t'avvicina
alla bimba che eri prima,
giungendo noi al crocevia
in un limpido mattino
che i colori porta via
in un bianco dominante
che avvolge la scena
e somiglia a quel latte
sgorgato dalla madre
per nutrire vanità.
L'ho scritta qui...è meglio. kisss
Giulia nn scrivi piu niente?? cosa è successo??
RispondiEliminaDai che leggerti è un godimento per l'anima...continua.....smakk